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Le
statuette sono i ricordi ed il frutto delle nostalgie dell'artista
Benito Badolato, che
attraverso le sue creazioni fà rivivire i personaggi della sua
infanzia, ricorda i vecchi usi e ricrea gli antichi mestieri quasi
scomparsi della Calabria. |
Quando
Benito era bambino gli artigiani erano pagati a giornata, sedevano
a tavola con la sua famiglia di origine. Andava l'impagliatore di
sedie, l'arrotino che ringiovaniva i coltelli per ammazzare il
maiale. |
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figura che l'artista ricorda con più amore però è quella di
"TURUZZO" un mendicante alto e magro, barba e
capelli bianchi, un sorriso dolce e rassegnato sulla boca rugosa.
Non voglio che "TURUZZO" muoia di dissi Benito ed
incominciò ad usare la creta per forgiare la figura. |
| Lavorava
con passione ma i "TURUZZI" che uscivano dalle sue
mani erano scoraggianti. Chi aveva gli occhi storti, chi faccia da
galeotto. |
| Li
distruggeva con rabbia e riprendeva il lavoro, alla fine
ecco riaffiorare "TURUZZO" con le sue rughe e
l'espressione benevola: pareva voler ringranziare. Da allora,
ovvero da circa trent'anni, il lavoro lo prese. |
Sposato
giovane, cominciò a lavorare insieme a sua moglie nel laboratorio
a Tropea
in Calabria. Benito modella
le figurine lei i vestiti induriti con una combinazione di resine.
Attraverso una lunga esperienza artistica le loro figurine sono
più belle.
A fianco sono raffigurate le prime
statuette, divenute vere e proprie opere da collezzionismo.
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sull'immagine per visualizzare tutta la
serie. |
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